Circo della Fogna

Palco B: Mar 09/07 ore 23,30 Mer 10/07 ore 20,30 Gio 11/07 ore 22,00

Libera Uscita, ossia: come il popolo muore ogni giorno sul lavoro in senso fisico e metaforico in una società costruita su misura per succhiare il profitto da ogni uomo sempre più individuo e dunque sempre più solo.

La scena è spoglia quando due personaggi anacronistici sorgono come spettri lucidati e possono parlare al pubblico. Il primo è un fool con chitarra, il secondo è un povero giullare sommerso di bagagli (tutta la scena).

I nostri due antieroi convocati dal passato dallo spirito della classe operaia, si incontrano ed inscenano un cabaret.
I due giullari attraverso la tecnica dell’ affabulazione, vestita dagli attori con uno stile comico e amaro, conducono il cabaret e al contempo sono protagonisti dell’azione scenica che si esprime in tre storie legate alla nascita della schiavitù, all’amore e infine alla morte.
http://youtu.be/kJPItpzWsNw

Nella prima si racconta di come nasce il denaro, la banca, il sistema del debito. Nella seconda si parla d’amore: amori operai, amori che vanno e che vengono, che passano così veloci che ci rimane intorno soltanto il profumo, in sostanza di come due operai della manutenzione fognaria inseguono con lo sguardo le gonnelle che passano sopra alle loro teste, e cioè sui ponteggi dei lavori in corso. Nella terza infine, di come due pompieri, insoddisfatti e angosciati dal lavoro che ha corroso le loro vite, incontrano la loro morte. Un’ allucinazione finale apre gli spazi a una diversa interpretazione della realtà quotidiana e del ruolo sociale della classe subalterna: le anime dei pompieri si ritrovano nell’aldilà e corrispondono a quelle dei giullari. Sono morti i giullari o sono vivi i pompieri? Il dubbio è festeggiato in una danza libera delle anime che più che all’aldilà vorremmo appartenesse all’ aldiqua.