COMPAGNIA GENOVESEBELTRAMO
Palco B: Mer 03/07 ore 20,30 Gio 04/07 ore 22,00 Ven 05/07 ore 23,30

Locandina con patrocini

Estratto:

“Io sono la luna” ecco cosa dicevo ai miei compagni di classe il giorno di carnevale del 1988. Volevo fare la luna. Avevo creato una sorta di enorme palla gialla. Era fantastica. L’avevo fatta tutto da solo. Mi ci sono infilato e mi sono anche truccato come Pierrot per sembrare malinconico. Come la luna. Avevo fatto anche qualche cratere qua e là. Era un costume perfetto. Mi ero messo d’accordo con Melania, la mia compagna di banco: se io avessi fatto la luna lei avrebbe fatto il sole. E così andò. Ma quando stavo per uscire, tutto tronfio nel mio costume, mio padre mi disse:
“Perché sei vestito come zio?”
“Ma io sono la luna” dissi. E mio padre fece un sorriso e mi salutò. Avrei dovuto capirlo ma non ci feci caso ed andai al carnevale dove ad aspettarmi c’era la gara per il miglior costume.
“Io sono la luna” e ci credevo.
“Bello questo costume da ciccione” disse un mio compagno di classe
“Non sono vestito da ciccione” dissi.
“Che lardo ragazzi!” intervenne un altro. Non era possibile, erano tutti talmente convinti che il mio fosse il costume dell’obeso che ne fu convinta anche la giuria e alla fine mi fecero vincere.
“Il premio per il miglior costume di carnevale 1988 va a Sergio Imparato, un applauso! Caro Sergio, ti sei ispirato a qualche personaggio del paese per il tuo costume?” mi chiese la presentatrice.
“No” risposi io.
“E’ un personaggio inventato?”
“Sì”
“E come si chiama?”
“Il ciccione lunatico”.
Però io volevo fare la luna.

LO SPETTACOLO
Perchè fare uno spettacolo sull’obesità? Siamo davvero così ciccioni, così sfacciatamente grassi? Forse dovreste fare uno spettacolo sul sovrappeso, mi disse una volta un amico. Perché? Chiesi io. E lui, perché “obesità” è una parola troppo grossa. Obesità è una parola troppo grossa, beh non c’è che dire, il mio amico aveva ragione. Obesità è una parola pesante da ascoltare, è un argomento ingombrante, meglio non menzionarla affatto, perché parlarne?
Io sono la luna è uno spettacolo che non offre soluzioni, informa. Aspetti autobiografici scritti da chi sa cosa significa essere stato un ragazzo obeso si mescolano a testimonianze, studi, dati, rilevazioni per raccontare la storia di un uomo e una donna che vivono il proprio percorso sull’obesità in maniera speculare. Sergio, obeso solo da ragazzo e Melania, obesa solo in età adulta, hanno due vite e due caratteri molto diversi. Entrambi offrono allo spettatore un fitto ventaglio di punti di vista su uno dei mali più pericolosi e ignorati del nostro tempo.
L’intero contenuto dello spettacolo è stato approvato sia da un comitato di medici specialisti e psicologi qualificati nel settore dei disturbi alimentari che da un numeroso pubblico di persone affette da obesità.

IL TEATRO D’INFORMAZIONE
La nostra ricerca ci ha condotti verso quello che definiamo il Teatro d’informazione.
Attraverso la creazione di una storia e alla sua messa in scena veicoliamo i risultati di studi e indagini fatte su tematiche estremamente attuali e scomode come: il negazionismo, l’obesità, il consumismo e l’infanzia. Scegliamo sempre argomenti ostici ma del quale sentiamo l’esigenza di dover parlare, usiamo il teatro come mezzo per informare un pubblico di tutte le età e di tutte le provenienze.Il teatro é un punto d’incontro, dove tutti meritano di essere informati. Dare una forma a dei contenuti dunque. Utilizzare la fantasia a vantaggio della conoscenza, l’ironia a servizio della denuncia.Non abbiamo la presunzione di offrire delle soluzioni, il nostro intento è quello di informare affinché ognuno sia stimolato a trovare le risposte.Oggi siamo così rapidamente bombardati da informazioni che è difficile distinguerle. Vogliamo approfittare del tempo che il pubblico ci regala per trasferire, attraverso i linguaggi del teatro, delle informazioni precise che riteniamo valga la pena distinguere.

CHI SIAMO
Savino Genovese e Viren Beltramo si incontrano a Torino nel 2006.
Nel 2007 attraversano Australia, Messico e Stati Uniti, dove entrambi vengono ammessi al Progetto Speciale per attori professionisti e stranieri proposto e sostenuto dall’Actors Studio di Los Angeles. Tornano in Italia nell’ottobre del 2008 e fondano la Compagnia GenoveseBeltramo. Dal 2009 debuttano con lo spettacolo Nonno Rosenstein nega tutto, vincono il Primo premio della Presidenza del Senato alla V Rassegna Teatrale Internazionale per le scuole di Campofranco con lo spettacolo Alice in prova messo in scena con una classe del Liceo Alfieri di Torino e producono lo spettacolo Io sono la luna, percorsi sull’obesità (segnalato dalla giuria del Festival Giocateatro 2011 per l’elevata qualità artistica). Nel 2011 fondano lo Spazio Opi con la Compagnia Marco Gobetti a Torino e l’Altroconsumo produce loro lo spettacolo Checkup diritti, con il quale solcano numerose piazze italiane; fino alla presentazione dello stesso spettacolo in lingua inglese presso il BEUC di Bruxelles nel 2012.Debuttano ad aprile 2012 con la nuova produzione L’elogio degli assenti e nel 2013 con lo spettacolo Vietato ai Minori.


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