Roma, Teatro Argentina – Lunedì 8 Settembre ore 21.00

“La Compagnia Vucciria Teatro, una formazione del 2012 scoppiata da noi e anche oltreoceano, a San Diego, col suo bagaglio di lingua siciliano‐italiana, e con le radici di uno studio umano che accosta l’isolamento intimo a quello territoriale, propone Io, mai niente con nessuno avevo fatto di Joele Anastasi (anche regista e co‐interprete con Enrico Sortino e Federica Carruba Toscano), un dramma di tre voci che scavano nell’ingenuità e nella passione, nell’istinto di un universo popolare, nella poesia dura e ingrata di omosessualità, violenza e malattia sullo sfondo di un panorama palermitano senza filtri.” Rodolfo di Giammarco

IO, MAI NIENTE CON NESSUNO AVEVO FATTO dopo la recente vittoria al San Diego International Fringe Festival 2014 (già vincitore del Roma Fringe Festival 2013 e di Stazioni D’emergenza atto V del Teatro “Galleria Toledo” di Napoli) di nuovo in scena a Roma nella prestigiosa cornice del Teatro Argentina per inaugurare con un appuntamento unico la XXI edizione della rassegna Garofano Verde – Scenari di teatro omosessuale, a cura di Rodolfo di Giammarco.

IO, MAI NIENTE CON NESSUNO AVEVO FATTO
scritto e diretto da Joele Anastasi
con Joele Anastasi, Enrico Sortino, Federica Carruba Toscano

Sicilia. “Io, mai niente con nessuno avevo fatto” è la storia di Giovanni, incarnazione dell’ingenuità e della passione allo stato puro, dell’innocenza che supera tutte le barriere della conoscenza e dell’ignoranza: un pezzo unico di anima che dice tutto quello che pensa, che crede a tutto quello che gli viene detto. Giovanni è la forza e il coraggio di chi non riesce a vedere il mondo se non come uno spartito di note da danzare. L’istinto alla vita, alla sopravvivenza. Al di là della malattia. Al di là del male.
L’universo in cui gravitano i tre personaggi di questa pièce è un universo popolare. Uno scenario pieno di brutalità e d’istinto. Dove nulla è comandato dalla mente ma solo dall’impulso del corpo. Uomini che sono bestie, che sono angeli, che sono demoni.
La violenza si scontra con l’ingenuità, in un mare di brutalità, dove Rosaria, cugina di Giovanni, è tutto per lui. Sorella, fidanzata, madre e figlia.
C’è spazio per l’amore, c’è spazio per la rivalsa. Ma tutto ha un prezzo. Giovanni lo sconterà attraverso gli occhi ambigui e violenti e il corpo pulsante e focoso di Giuseppe, insegnante di danza, unico amore-amante di Giovanni.
E se è vero che tutto il peso ricade proprio su Giovanni, ingenuo e puro, lui sarà l’unico capace di sopportare questo peso e di non sentirne addosso la minima pressione riscattandosi proprio attraverso i corpi e le anime dilaniate di Rosaria e Giuseppe.
Ma saranno tre corpi, quelli dei protagonisti, che non si incontreranno mai. Vivranno uniti solo nel ricordo, nella maledizione, nel tentativo ora di ricordare e ora di dimenticare.