HORSE HEAD
di Damon Lockwood
regia di Leonardo Buttaroni
con Sebastiano Gavasso e Diego Migeni
scenografie di Paolo Carbone

PALCO A
VEN 4 ORE 22.00, SAB 5 ORE 20.30

Con oltre 50 repliche all’attivo 10 date nella Grande Mela, Le Cattive Compagnie, già segnalate dal NEW YORK TIMES, sono pronte a tornare in scena con HORSE HEAD di Damon Lockwood, lo spettacolo vincitore del Roma Fringe Festival 2012,…il 4 e 5 luglio presso Villa Mercede per il THE BEST OFF @RomaFringe 2014.

Una storia che cattura, per una messa in scena e una squadra artistica degna di nota, una commedia noir dalle tinte ironiche e intelligenti.

Nel film di Francis Ford Coppola Il Padrino (1975) un pluripremiato cavallo da corsa viene decapitato e la sua testa viene lasciata durante la notte nel letto del suo proprietario: un regista hollywoodiano di successo colpevole d’aver rifiutato una offerta di Don Corleone.

Avete mai pensato ai due scagnozzi che hanno avuto il compito di farlo?

Horse Head è la tragicomica storia di due fratelli: Edmondo, un attore fallito che sta perdendo ogni stima di se’, e Filippo, picciotto tormentato il cui nome significa drammaticamente amante dei cavalli, che nella California del 1945 decidono di accettare l’ irrifiutabile offerta di Don Corleone per garantirsi un avvenire e farsi strada nella malavita. La commedia in un unico atto di 60’ ci mostra l’evoluzione dei due personaggi che, per adempire al rischioso ed infame compito, saranno costretti ad affrontare i propri demoni.

La scenografia e le luci omaggiano la forza visiva del film di Coppola e della tradizione noir, tra la polvere, il bianco e nero e il seppia. Le molte citazioni cinematografiche omaggiano ed onorano la cultura italo-americana e non solo: dai movie brats (Coppola, Scorsese, Stone) ai loro attori icone (De Niro, Pacino, Joe Pesci), dando vita ad uno spettacolo che coinvolge indipendentemente dalla conoscenza o meno de Il Padrino, esaltando al contempo quegli spettatori che già conoscono e amano la pluripremiata pellicola.

I ritmi altissimi non sminuiscono bensì esaltano l’umanità della recitazione, danzando sulla sottile linea che separa commedia e tragedia noir, accompagnando il pubblico tra ilarità amara e coinvolgimento emotivo.