di Francesca Botti
con Francesca Botti, Sabrina Carletti
accompagnamento musicale Niccolò Sorgato.
Palco C: Mer 19/06 ore 22,00 Gio 20/06 ore 20,30 Ven 21/06 ore 23,30

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“Questo progetto nasce dal mio innamoramento per Luigi Tenco, dalla passione profonda che ho sempre nutrito per la sua arte e insieme per la sua storia. Mi attrae come scrive d’amore: senza sbavature, diretto, vero.
D’amore volevo raccontare e cantare. Sapevo che il tema era rischiosissimo e il racconto avrebbe avuto sufficiente forza solo se fosse stato sincero e personale; ed è questa la via che ho scelto, usando la chiave che più mi rappresenta, l’ironia.
Sabrina è entrata nel progetto e la storia si è raddoppiata, l’una nutrendosi dell’altra, in un dialogo che rafforza la scena e permette giochi di relazione e spunti di riflessione.”

Francesca Botti

“Due attrici si incontrano per parlare d’amore.

Fra un bicchiere di vino e l’altro, sommerse da parole vuote, cercano di darne una definizione e di capirne le regole.
L’amore e la sua assenza le accomuna. Così si scoprono sole, dunque complici. Viene naturale allora raccontare: aneddoti, storie, ricordi, approcci falliti e momenti di gioia. E poi cantare perché è liberatorio e toccante allo stesso tempo. Il musicista si inserisce nelle loro chiacchiere, le interrompe, le commenta e prova a suggerire una risposta attraverso le note.

Ma se nella confusione di un bar arriva un altro uomo?

In un attimo tutto cambia e la possibilità di un nuovo amore trasforma la scena in un ring di competizione femminile.

Ma davvero è irrinunciabile un nuovo amore? O forse, per dirla con le parole di Osho, “solo le persone capaci di stare da sole sono capaci d’amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell’altra persona”?
Le domande che le due attrici si scambiano in scena sono aperte al pubblico, interlocutore e confidente interessato del dialogo: le protagoniste danno voce a una ferita che riguarda ciascuno di noi.

“Il discorso amoroso oggi è di un’estrema solitudine. Questo discorso è forse parlato da migliaia di individui (chi può dirlo?) ma non è sostenuto da nessuno…” dice R. Barthes.

Non si può parlare d’amore in mezzo a tanta gente, occorre un altro luogo.

Il teatro – terreno di un racconto ironico o malinconico, rassicurante o graffiante, comico o disperato – è per noi la risposta, il luogo in cui le piccole vicende personali possono anche trasfigurarsi, prendere il volo, diventare arte. Il luogo in cui, sul filo della leggerezza, ci si può porre anche le domande più intime, le più vere: “ma era questa la felicità, la vita che volevo?”

Sai cosa ha detto a me quando mi ha mollata?

Scusa ma davvero sono in un momento molto complicato

Scusa ma spero che il nuovo anno ti porti tutto quello che vuoi, che meriti

Scusa ma sento che prima devo fare un viaggio dentro di me

Scusa ma te l’avevo detto di non innamorarti di me

Scusa ma… spero tanto si riesca a rimanere amici

Scusa ma non sono abbastanza innamorato

Scusa ma non sei tu sono io

Scusa ma ho bisogno di spazio

Scusa ma ho bisogno di tempo

Scusa ma lo tieni tu il cane?

Scusa ma non c’è più quel quid

Scusa ma ingrasso

Scusa ma… Parigi!!

Ah… l’amore l’amore from Wanderlust Ensemble on Vimeo.