I Cani Sciolti Compagnia Teatrale Artigianale

guardatae il pazzo

Guardate il Pazzo

SINOSSI

Guardate il Pazzo è la storia di un uomo e della sua lotta con ricordi di bellezza, dolore, vuoto. I ricordi sono una persecuzione rumorosa nella solitudine? Spesse pareti lo isolano da ciò che è fuori ma qualcosa si nasconde fra le trame di quel buio. Cosa riesce a ricordare? Una moltitudine di voci invocano vita, disperse nel vuoto. Lo disorientano, evocando le responsabilità che ricopre come essere umano: padre figlio fratello. Martire agli occhi di tutti, consacrato alla propria disperazione.

QUANDO
PALCO A 26/8 ore 20.25 – 29/8 ore 22.15 – 31/8 ore 20.25

REGISTA
Luca Pastore

AUTORE
Luca Pastore

CAST
Dimitri D’Urbano, Miriam Messina, Matteo Antonucci, Ludovica Avetrani, Claudio Filardi, Jawad Moraquib

ESTRATTI DA RECENSIONI

Dalla recensione di Paola Mussolillo, Gufetto Mag

“Chi sarebbe Gesù oggi? Come lo tratteremmo, lo riconosceremmo? Sarebbe un pazzo che sbatte la testa contro il muro di un ospedale continuando a raccontare la sua storia nonostante nessuno lo ascolti? Chi è questo personaggio? Un folle visionario, un uomo, un padre, un figlio, uno spettatore, una donna che ci siede accanto.” […] ”Sono sette gli attori in scena: Gesù, al centro e centro di ogni dolore e sofferenza fisica e spirituale, colui che si è opposto alla distruzione degli affetti e praticato l’amore, inteso come costruzione, di legami, di affetti, di una vita; Lucifero, serpente e fratello di Gesù non riconosciuto: “Tu distruggi, io creo” gli ripete più volte; Maria, la madre; Giuda; Pietro, che sputa su Gesù ed uccide Giuda, gridando a tutti: << io vi seguirò e sarò la pietra a cui vi appoggerete nei secoli>>; il padre Giuseppe, che batte col suo martello il legno, simbolo della crocifissione, e i cui colpi raccontano più delle parole; Maria Maddalena moglie di Gesù e madre di sua figlia Sara, ‘regina di popoli’, in mezzo al pubblico, davanti a lui.” […] “La messa in scena è accompagnata dalla musica originale composta da Mattia Yuri Messina suggestiva ed evocativa e che, insieme alle luci, veicolano i corpi e raccontano il percorso che i personaggi compiono all’interno della vicenda: parlano poco, ma agiscono tanto. I loro corpi sono in continuo movimento, in tensione fisica ed energetica, ciascun attore è intento nella sua ricerca emotiva, del proprio dolore, del proprio ricordo da condividere con il protagonista. Qui la “passione di Cristo” appare come una “passione di gruppo”: corpi tremanti in stato di shock, sofferenti per l’amore che li lega a Lui, centro di tutto.” […] “Ambiguo il concetto di felicità, di amore: la scena inizia e si chiude con tutti i personaggi che scherzano tra di loro felici, in armonia, come se nulla fosse accaduto, ma nel mezzo tutto è cambiato e non si può far finta di niente.”

Dalla recensione di Giovanna Rovedo, Nucleo Artzine

“L’amore per la vita, per chi abbiamo vicino e per noi stessi è la cosa più preziosa che si ha e non si può correre il rischio di perderlo di vista, di dimenticarlo, di farlo sparire. È questo quello che si percepisce appena le luci sì scaldano sul trittico che lo spettatore si trova di fronte: come una pala d’altare dipinta da Caravaggio in cui sono racchiuse tutte le sue opere, prima fra tutte la Flagellazione di Cristo per poi passare alla Maddalena in Estasi fino ad Amor Vincit Omnia. <<Penso dunque sono>> disse Cartesio, <<Amo dunque sono>> sembra dire Luca Pastore.” […] “Guardate il Pazzo, presentato dalla Compagnia Teatrale Artigianale – I Cani Sciolti, è un lavoro che ci parla dell’umanità dell’essere umano, non della razza umana.” […] “È evidente come il lavoro svolto dagli interpreti sia frutto del loro talento e dell’attenta regia che li ha guidati, anche attraverso un profondo lavoro emotivo, oltre che tecnico. La cura con la quale gli attori sono stati indirizzati lungo il difficile ed angusto percorso di realizzazione merita un plauso alla regia.” […] “La musica originale composta da Mattia Yuri Messina è suggestiva ed evocativa, capace di riportare lo spettatore ad una condizione di sospensione fra mondi che mescolano fra loro pura elettronica al mawwal arabo. La composizione musicale custodisce al suo interno la ripetizione dell’eco di un carrilon straniante e distorto, inquietante, atmosfera che avvolge i corpi degli attori.” […] “I protagonisti sembrano camminare su di un ponte oscillante, unica via di passaggio per arrivare dall’altro lato e poter così continuare il loro cammino. Nel momento in cui decidono di attraversarlo, nel momento in cui poggiano il piede sulla prima asse, il dondolio si fa sempre più forte, il vento comincia a soffiare ignorando le richieste d’aiuto, ignorando il sangue che fuoriesce dalle mani per la presa disperata della corda che tiene legato il tutto. L’ipotesi della caduta, che sembra ormai inevitabile, viene impedita dalla sorprendente forza di volontà di riuscita, di rinascita, di resistenza che i protagonisti portano sul palco.” […]

SITO INTERNET
http://www.icanisciolti.net/#!guardate-il-pazzo/qhkqr