COMPAGNIA
Potevano Essere Rose

festival del suicidio

Festival Del Suicidio

QUANDO
PALCO B 28/8 ore 21.20 – 30/8 ore 21.20 – 1/9 ore 19.30

SINOSSI

Lo spettacolo ricalca la struttura demente di un festival della musica leggera, somma espressione di cattivo gusto corale, in cui illustri suicidi del passato, prima di togliersi platealmente la vita, concedono un’ultima intervista e interpretano vari brani musicali. A lasciarsi attraversare in scena dalle anime degli aspiranti suicidi, pronti a divampare e spegnersi, sono un uomo e una donna.

REGISTA
Matteo Lolli

AUTORE
Matteo Lolli – Alessandro Lori

CAST
Attori: Alessandro Lori – Camilla Corsi Video/Immagini: Salvatore Insana Grafica: Andrea Scavone

ESTRATTI DA RECENSIONI
Il Festival del Suicidio: sul palco del Teatro Millelire la morte si fa spettacolo di Elvira Sessa (su Quarta Parete) “… una stravagante e paradossale sfilata di sei poeti del passato, morti suicidi perchŽ non hanno retto ai dictat del consenso (Vladimir Majakovskij, Vittorio Reta, Heinrich von Kleist, Marina Cvetaeva, Alfonsina Storni ed Anne Sexton), tutti interpretati con estrema abilitˆ da un intenso Alessandro Lori e da una disinvolta Camilla Corsi, che vestono anche i panni del presentatore imbonitore e di una frivola valletta.” “…Come spiega Matteo Lolli, regista e coautore della drammaturgia insieme con Alessandro Lori, nella logica del Festival tutto deve fare spettacolo. In fondo,  lo spettacolo il vero omicida.
Un’opera irriverente e cruda che riesce, in novanta minuti, a reggere i ritmi del palcoscenico, coinvolgendo la platea in un tema scomodo e spesso volentieri rimosso Ð come quello del suicidio…”
La letizia orrenda della scesa. Sul Festival del suicidio di Matteo Lolli di Enrico Piergiacomi (su Osservatorio teatrale) “Si può˜ spettacolarizzare la poesia e svuotarla completamente di senso? Il Festival del suicidio di Matteo Lolli mostra non solo che  possibile, ma anche che la societˆà dello spettacolo in cui viviamo si sta pericolosamente e inesorabilmente avvicinando a tale meta. La televisione emette con sempre maggiore dispendio di risorse e crescenti consensi programmi che mercificano la musica, la danza, il cinema, per cui non  assurdo pensare che l’inclusione della poesia saràˆ il coronamento ultimo di questo ampio processo di svalutazione dell’arte. Se ci˜ non  ancora avvenuto,  forse perchŽ il lavoro del poeta ha poco appeal sul grande pubblico, perchŽ  poco interessante osservare su teleschermi a diffusione mondiale un uomo chino su carta o un computer che sceglie doviziosamente le parole giuste per esprimere qualcosa di alto e profondo, che non si vive nell’esperienza quotidiana. Lolli sottolinea che questo passo ulteriore potrebbe essere fatto con un accorgimento molto semplice. Il lavoro del poeta  poco interessante? Allora lo si renda tale, inscrivendolo in un sistema spettacolare che gioca sui sentimenti pi morbosi e bassi del pubblico. E quale trovata migliore pu˜ essere, in tal senso, un festival che mette a concorso il suicidio dei poeti, con tanto di televoto finale e l’osservazione della loro morte cruenta in diretta? Una tale iniziativa  in grado, infatti, di fare della poesia un mero preambolo per uno spargimento di sangue, detto altrimenti un modo per tenere alta la tensione del pubblico, che attende con ansia e piacere l’eliminazione fisica di un suo simile.” Matteo Lolli: ‘Viviamo in una civiltˆ satura di violenza distruttiva e autodistruttiva di Olivia Balzar (su Mag O) “Il teatro  piccolo e scarno, ma la magistrale prova degli attori, Alessandro Lori e Camilla Corsi, non ha bisogno altro: unÕora e mezzo di spettacolo scivola via senza che lo spettatore se ne renda quasi conto, forte di uno humor nero affilato come un coltello, di una varietˆ di registro incalzante e di una struttura che  la parodia di un festival di musica leggera, con tanto di valletta, momento promozionale e vincitore finale. Un festival del suicidio? Perchè no, poco ci manca ormai, nella nostra societˆà dell’apparire a tutti i costi, della spettacolarizzazione di ogni momento della nostra vita. Ogni aspetto della nostra vita e la cultura stessa sono in mano ad un’ipocrisia dilagante e non ci resta che scherzarci su, ma non troppo.”

https://vimeo.com/130312972 https://vimeo.com/130312976 https://vimeo.com/132324970

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