THE WHITE ROOM
di e con Caterina Gramaglia

PALCO C
VEN 4 ORE 23.30, SAB 5 ORE 23,30

THE WHITE ROOM, scritto, diretto ed interpretato da Caterina Gramaglia torna in scena il 4 e 5 luglio per il THE BEST OFF @RomaFringe 2014.

Lo spettacolo si è aggiudicato il Premio Special off – Roma Fringe Festival 2013, si è inoltre classificato al secondo posto per il  Premio Produzione e Miglior Spettacolo – Roma Fringe Festival 2013 e sarà presente al prestigioso New York Fringe Festival 2014 come rappresentante del Teatro Off italiano.

The White Room affronta in maniera del tutto insolita ed inaspettata temi quali la solitudine e la follia, il tutto legato da un filo rosso che è quello  dell’impermanenza. Lo spettacolo infatti si evolve continuamente, cresce e si modifica con la sua stessa autrice ed interprete Caterina Gramaglia, dunque è soggetto è a ciò che si può chiamare impermanente, in continua mutazione.

Una stanza bianca, chiusa in tutti i suoi lati, il soffitto rimane scoperto, il telo davanti come fosse un sipario è trasparente. Una donna seduta all’interno della stanza accende una luce led dentro una gabbietta, inizia un canto incomprensibile. La donna si mette una parrucca, continua il canto, accende alcune luci ai lati della stanza prende un ombrellino e… tanti sono i personaggi che prendono vita tra le mani di Caterina Gramaglia: una cantante lirica, la giapponese Suzuky, Bambulè un personaggio con delle bambole e dei led in testa, Nora Duselli un’attrice vecchio stampo, Gelsomina e molto altro ancora. Uno spettacolo unico, insolito, innovativo e sorprendente.

“Una stanza bianca, una scatola bianca, la scatola bianca della mia mente, dove albergano personaggi – racconta Caterina Gramaglia –  Il tema dello spettacolo è la follia, la follia come creatività, come suono, come immagine. La mia traduzione del mondo, la percezione del mondo nella mia solitudine. In questa solitudine sono come accompagnata da questi personaggi che mi parlano che mi fanno compagnia. In questo contenitore ci sono oltre ai personaggi video, tra il demenziale e la poesia che si versa alla fine nel mondo della strada felliniana.”