Arcadia delle 18 Lune
Palco C: Mar 18/06 ore 22,00 Mer 19/06 ore 23,30 Ven 21/06 ore 20,30

Il tempo e la stanza è considerato uno dei lavori che raccoglie maggiormente la visione teatrale dello scrittore e drammaturgo tedesco Botho Strauss, in cui il teatro diventa luogo della sospensione temporale, del caos delle pulsioni umane, nonché tentativo di cogliere il senso e comprendere il mondo.

Una stanza con tre grandi finestre affacciate sulla strada di una metropoli, accoglie brandelli di storie lacerate, racconti sfasati di identità indefinite (la ragazza della strada, l’uomo senza orologio, l’impaziente…) che ruotano attorno a due “uomini persi”, Julius e Olaf, intenti anch’essi a raccontare il loro vissuto. Tante vicende inafferrabili, che sembrano trovare un senso soltanto grazie allo “spazio” in cui avvengono. Nel corso dell’opera i personaggi acquistano identità definite e con queste un nome. Il centro della coesione si sposta man mano dalla stanza alla figura di Marie Steuber, perno dei vari destini che si intrecciano intorno al suo, e funzione teatrale pura.

Un testo intenso e difficile in cui, attraverso un abilissimo sgretolamento drammaturgico, Strauss descrive l’isolamento dell’uomo, il suo smarrimento e la ricerca di sé in una società che ha perso e frantumato tutto. Un’opera in cui viene raccontata la contemporaneità creando una realtà claustrofobica da cui emergono le angosce e le incertezze dell’uomo.

I protagonisti de Il tempo e la stanza sono i tipici abitanti di una moderna città occidentale caotica e alienante, aggrappati a brandelli di sogni o di ricordi per alimentare l’illusione di sfuggire alla solitudine. Ma il loro vero male è l’essere preda di un’insanabile depressione che li spinge a parlare senza sosta per colmare il vuoto. Le creature di Strauss scrutano la vita dalla finestra, senza la forza per poter scendere e viverla.