Scritto e diretto da Alessandro Fea
Palco B: Dom 16/06 ore 20,30 Mar 18/06 ore 23,30 Ven 21/06 ore 22,00

    Musiche : Alessandro Fea

Direttrice di Produzione : Cecilia Bianchi

Con : Ilaria Giambini, Flaminia Grippaudo, Gioacchino Mazzoli, Andres Suriano, Marco Fresa

Spettacolo vincitore della rassegna DCQ – 2011 svoltasi al Teatro Spazio Uno di Roma ( Aprile 2011 )

14 Short Cuts come li definisce il regista/autore Alessandro Fea.

Un format teatrale scritto da Alessandro Fea anni fa, al cui interno cinque attori si modellano in  un percorso di “corti” teatrali dove attraverso un’alternanza di forte comicità, così come una forte drammaturgia, i vari personaggi da loro interpretati affrontano temi umani, personali, di coppia, di vita…

Coppie in crisi, madri coraggio, psicosi calcistica, professori dalla spiccata sensibilità, storie dalla profonda umanità e forza, sono alcuni dei tanti temi che compongono l’alveare dello spettacolo, in cui un sottile filo tiene uniti tutti i vari quadri. Piccole, ma profonde storie.

La Musica segue l’evolversi delle situazioni, accompagnando e sottolineando i passaggi in cui i personaggi mettono a nudo il loro lato umano, caratteristica a cui l’autore/regista è molto legato nella sua scrittura.

 Lo spettacolo è composto anche da alcuni “Corti” che negli anni sono stati rappresentati anche all’interno della rassegna Il Garofano Verde del Teatro Belli di Roma.

Alessandro Fea, classe 1969, emergente artista romano dal talento poliedrico, dirige la Compagnia Sofis Arte Musica ormai dal 2004, collezionando recensioni entusiastiche e commenti più che positivi da parte della critica (Rodolfo Di Giammarco- Repubblica, Laura Novelli- Il Giornale, Franco Cordelli – Corriere della Sera, Tony Colotta, Donatella Codonesu tra gli altri) e del pubblico.

Ha appena pubblicato il suo primo libro di testi “Teatro”, edito da Editoria e Spettacolo e curato da Laura Novelli.

Musicista, regista, autore di spettacoli e testi teatrali di successo, da Dante a Lou Reed, da Pound a Billie Holiday, Patti Smith e Andy Warhol, nei suoi spettacoli poesia e musica si fondono con i testi drammaturgici per reagire al conformismo e scuotere lo spettatore, mettendolo di fronte a testimonianze radicali.

Pur provenendo dal mondo della musica (Mississippi Jazz School e Università della Musica a Roma), negli ultimi anni Fea si sta cimentando anche come autore di un peculiare “teatro con partitura”.

Nel 2007, con “Jenna” al Teatro Politecnico di Roma, ha consacrato questa drammaturgia “scorretta”, che ha come protagonisti gli uomini e le donne, figli e figlie, padri e madri di una metropoli caotica ed eterna: Roma. Una città fatta di rovine, anche umane, di progetti grandiosi, ma soprattutto di espedienti e alternative di sopravvivenza. Gli affetti e le ansie si riversano spesso in un linguaggio periferico e serrato, alla ricerca di una via d’uscita degna e umana.